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venerdì 27 gennaio 2012

Cairoli Wine Bar

Cari cupcakes,
celebriamo lo sbarco di The BigMacaron in una regione ancora ingiustamente inesplorata: la Puglia!
Il tacco d’Italia, infatti, oltre che per l’incomprensibilità dei suoi molteplici dialetti e per le incantevoli località balneari è anche noto per la qualità e genuinità dei suoi prodotti alimentari, vini ed olio d’oliva su tutti: ebbene, i Pugliesi, almeno, sanno come se magna…
Per averne una diretta ed irrefragabile prova basta recarsi in centro a Foggia, dove un’insospettabile traversina di corso Benedetto Cairoli cela il locale di cui vi canteremo le gesta: il Cairoli Wine Bar.


L’ingresso del locale ne mostra già la natura rustica: superando la piccola anticamera dove fa bella mostra di sé una notevole varietà di dolci e da cui s’intravede la cucina, ci si deve abbassare leggermente per attraversare un minuscolo passaggio che sfocia nella prima di tre sale simili tra loro. La presenza di tre ambienti differenti consente al wine bar di offrire ai clienti una certa “intimità” pur permettendo una cinquantina di coperti complessivamente.

L'entrata del Cairoli Wine Bar

Ma basta descrizioni ed iniziamo a mangiare!
Come apertura abbiamo optato per un antipasto misto contenente ogni ben di Dio: melanzane, zucchine, peperoni, salame, prosciutto crudo, un bocconcinobrie, formaggio di capra con olio e pepe, un ottimo provolone piccante pepato ed il tocco finale del sublime lardo di Colonnata. Il tutto accompagnato da una morbidissima spianata.
La qualità si è dimostrata all’altezza della ricchezza visiva del piatto e particolarmente gustosi si sono rivelati i formaggi ed ovviamente il lardo.

Antipasto misto

Per piatto principale abbiamo unito ad una tagliata di carne chianina un calice di Negramaro, l’intramontabile rosso di Puglia ormai sofferente e straziato da un’imbarazzante omonimia.
La porzione non abbondantissima di tagliata (220g) è compensata da un sapore davvero difficile da imitare; la carne, magra, è estremamente tenera e succosa ed insieme alle mandorle che l’accompagnano sprigiona una delicatezza tanto piacevole quanto inattesa.
Non da meno il vino, che riesce nell’impresa di tenere il passo della consorte.

Tagliata di carne chianina con mandorle


Per chiudere in bellezza tra i vari dolci, tutti di produzione del Cairoli Coffee, bar-pasticceria ad una manciata di passi dal wine bar, una crema chantilly con sfogliata e gianduia ha catturato la nostra attenzione, anche se non eravamo totalmente consapevoli di cosa ci aspettava.
E’ proprio vero: le cose inaspettate (e riuscite) sono le migliori.
In una tazzina marrone erano contenute crema chantilly, sul fondo, e gianduia calda in cima, con la separazione affidata ad una croccante sfoglia. Romperla con il cucchiaino ed assistere alla fusione delle creme è stato uno spettacolo superato solo dal gustarle!

Crema chantilly con sfoglia e gianduia


Veniamo ora alle note dolenti. Poche poche, per fortuna.
Il bagno è davvero microscopico: quando la necessità fisiologica diventa speleologia.
La seconda nota è sulla musica: dichiariamo qui apertamente che i locali che hanno bisogno delle versioni Lounge di November Rain o Black Hole Sun per darsi un’aria fighetta ci hanno nebulizzato le gonadi! Basta, cazzarola!
Queste due piccole macchie, tuttavia, non possono impedirci di affermare che il Cairoli Wine Bar resta un appuntamento caldamente consigliato per gustare dell’ottima carne accompagnata da un buon vino e seguita da un dolce fatto in casa; a testimonianza di ciò vi diciamo che il locale, da pressochè deserto al nostro arrivo alle 20:40, si è riempito completamente in dieci minuti e si è creata una piccola fila di attesa all’ingresso.
Non ci resta che tornarci per completare l’esperienza assaggiando anche le pizze e le insalate!

DIEGOMETRO
4/5 (ci riserviamo l'eventuale 5/5 per quando avremo assaggiato tutto)

Cairoli Wine Bar
Via Martire, 60 – 1° traversa corso Cairoli
0881 772472 - Foggia

domenica 15 gennaio 2012

Cul de sac


Se vi trovate al centro di Roma, nello specifico in zona Campo dei Fiori e Largo Argentina, avete appena finito un pomeriggio massacrante di shopping in via del Corso o avete fatto acquisti alla Feltrinelli Argentina e volete continuare la serata in pieno stile fighetto radical chic, non c'è niente di meglio di una bella passeggiata in via del Governo Vecchio, stradina romana dove si concentrano posti per mangiare leggendari.

Oltre alle esclusive (e care) boutiques e ad una libreria di cinema stupenda, ci sono infatti la mitica pizzeria Baffetto, le cui file in mezzo alla strada fanno ormai parte del folclore turistico di Roma, il Fluid, posto perfetto per l'aperitivo, e Cul de sac, un'enoteca particolare, costituita da uno stretto corridoio chiuso con pochi tavoli lungo le pareti, un "cul de sac" appunto.

Diciamo che l'aperitivo chic e fighetto non è proprio nel nostro stile, quindi una volta che decidiamo di farlo ci piace andare in posti che siano "ignoranti" nella sostanza, abbiamo dunque puntato sulla enoteca.

Cul de sac ha un grandissimo assortimento di vini, come dimostrano le pareti piene zeppe di bottiglie di ogni provenienza e annata, che vengono serviti in ampi calici da degustazione. Per accompagnare il vino, e non fare gli ubriaconi, si possono scegliere assortimenti di salumi, formaggi e i mitici paté fatti in casa.

Per chi vuole mangiare c'è comunque la possibilità di ordinare piatti di pasta e secondi di carne sfiziosi a prezzi abbastanza ragionevoli (i costi delle paste si aggirano tra gli 8 e i 10 euro).


Essendo una vineria il punto forte sono ovviamente i vini, qui però i prezzi si fanno più seri: per un bicchiere di vino di 15 cl si può arrivare a pagare fino a 15 euro!

Noi abbiamo scelto due rossi:

- vino rosso della Puglia Salice Salentino I Satiri "Candido" a 3,60 euro per Diego
- vino rosso del Cile Carmenere Casillero Del Diablo "Concha Y Toro" a 3,60 euro per Valentina

Per non sbronzarci e basta (anche se era difficile con 150 ml di vino) abbiamo ordinato il Supermisto di paté fatti in casa, che comprende tutti gli 8 tipi di paté della casa (17,90 euro).
Il cameriere ha tentato di dissuaderci dall'ordinarlo affermando che è un piatto per 4 persone: evidentemente non aveva idea di chi si trovava di fronte.

Insieme agli 8 profumatissimi paté ci hanno portato del pane bianco a mollica morbida e delle bruschette.
Gli 8 tipi di paté, di cui crediamo di aver individuato almeno 6 su 8, sono:

- paté di fegato al Cognac
- paté di campagna al pepe verde
- paté di lepre tartufato
- paté di fagiano tartufato
- paté di cinghiale in agrodolce
- paté di pernice al ginepro
- paté di capriolo al pepe nero
- paté di vitella al tabasco

Supermisto di paté


Il vino pugliese era rosso rubino, molto profumato, quasi fruttato e leggermente dolce, il cileno invece era rosso sangue, quasi nero, molto forte e corposo.
I paté erano tutti buonissimi e abbiamo cercato di individuare ogni sapore, ma onestamente mangiandoli uno dopo l'altro alla fine sembravano molto simili.

Per un aperitivo di sostanza o una cena gustosa, Cul de sac è un posto perfetto, un must per gli amanti del vino. Il locale piccolo, intimo e un po' rustico risulta molto accogliente, sembra quasi di ritrovarsi in un bistrot parigino: a riprova di ciò abbiamo visto una coppia di francesi - con tanto di naso rosso a causa del vino - uscire molto soddisfatti.

La posizione super-centrale ha però reso il locale meta abituale di turisti e di pseudo-para-snob: dietro di noi c'era un'insopportabile coppia di uomini d'affari in giacca e cravatta che dopo ogni due parole italiane infilava nella conversazione un "advice", un "concept" e uno "skill". L'orrore.

Se ci si trova al centro di Roma e si ha voglia di vino è però una tappa quasi obbligata, e la prossima volta assaggeremo sicuramente il supermisto di salumi e formaggi.


DIEGOMETRO        
4/5 "Azz!"

VALENTINOMETRO
4/5 "Me co...." 



Cul de sac
Piazza Pasquino 73 - Roma
telefono: 0668801094
mail: enoteca.culdesac@libero.it